Feudomaccari | Scenario
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SCENARIO

L’uva di queste parti ha un nome ed un territorio d’elezione: Nero d’Avola, coltivato unicamente ad alberello. Vitigno di antiche tradizioni ed oggi particolarmente apprezzato, è di certo uno dei più interessanti di tutta la Sicilia e si caratterizza per la struttura, l’intensità, la rotondità di frutto, oltre alla capacità di invecchiamento.

Secondo per quantità è il Grillo, seguito dal Syrah, anch’essi coltivati ad alberello.
La produzione include anche il Sultana, una piccola lingua di terra coltivata a Zibibbo e Moscato.

Particolarmente adatto a climi caldi e ventilati, l’alberello è uno delle forme più antiche e naturali di coltivazione della vite: prevede un’alta densità di piante, 5.500 ceppi per ettaro, fattore decisivo per la qualità delle uve e quindi del vino.

Artigianalità e grande qualità sono i caratteri distintivi dei vini prodotti a Feudo Maccari: la particolare coltivazione ad alberello richiede molta attenzione e manualità per garantire prodotti all’altezza dei riconoscimenti internazionali che i vini di Antonio Moretti Cuseri hanno ottenuto negli anni.

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L’avventura di Antonio Moretti Cuseri in Sicilia comincia nel 2000, con l’acquisto dei primi tumuli (unità di misura siciliana pari a 1744 metri quadrati). Con pazienza riesce così a mettere insieme i terreni di più di cinquanta proprietari, dando vita a una delle realtà più interessanti dell’isola che ha in Maccari il cuore pulsante.

Benvenuti a Feudo Maccari, più di 170 ettari che si estendono nella Val di Noto, in Sicilia orientale.
Oltre 50 ettari di vigneti, molti dei quali hanno più di trent’anni e sono posti su diversi terreni e altezze a garanzia dell’equilibrio generale, il Feudo comprende una foresteria, alcune abitazioni, la sala degustazione e, naturalmente, la cantina.

Tutto intorno la natura esprime il suo rigoglio ed i terreni fertili di terra vulcanica bianca e nera regalano arance, limoni, pomodori di Pachino, verdure, ortaggi ed olive.